Pillole di saggezza

14 dicembre 2005

 

Dialogo sul derby

L'antimughini
Numero dal prezzo molto elevato, trattandosi di una "rarità"

-Per vincere un derby l'Inter aveva bisogno di una grande impresa e di un pizzico di fortuna. Così è stato. Nel contesto di una gara ben giocata (pure lo scorso anno nei quattro incontri fra campionato e Champions l'Inter aveva fornito buonissime prestazioni, raccogliendo, però, tre sconfitte e un pareggio, senza segnare neppure un goal) occorreva anche che gli episodi determinanti girassero dalla sua parte. Il goal di Stam a sette minuti dalla fine aveva tutto il sapore dell'ennesima beffa, ma il guizzo di Adriano al 91' ha dato il senso di qualcosa che finalmente, una volta tanto, andava nella direzione dei colori nerazzurri.
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-Sul piano tecnico l'Inter ha giocato meglio nel primo tempo, con intensità e personalità. Ma ha conseguito solo una situazione di nulla di fatto (1-1). Nel secondo tempo è stato più arrembante il Milan, grazie anche al calo dell'Inter e ad una certa ostinazione di Mancini nel voler tenere in naftalina un uomo di sostanza come Cristiano Zanetti. Sta di fatto che, pur soffrendo, l'Inter si è portata sul 2-1 e, infine, è riuscita a portare a casa la vittoria con la nota prodezza dell'"Imperatore".
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-L'arbitraggio di Messina è stato decisamente scarso, ma non ha sostanzialmente inciso sull'esito finale della gara, sia perchè gli errori veri sono stati compensati (i due rigori, in particolare), sia in quanto gli stessi sono stati commessi nel primo tempo, conclusosi con una salomonica situazione di parità, sia, infine, perchè proprio nei primi quarantacinque minuti la squadra che poi ha vinto ha giocato meglio e meritava di più. La vittoria è arrivata per vie diverse, tecniche, emotive e fortunate e su questo l'arbitro non c'entra nulla. D'altra parte, non esageriamo: già vincere un derby per l'Inter è stata un'impresa; averlo vinto grazie ad un errore arbitrale sarebbe stata impresa memorabile .
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-E' curioso, poi, che a lamentarsi di più dell'arbitraggio di Messina siano stati non tanto gli sconfitti milanisti quanto gli sfacciati juventini! Ciò, peraltro, si spiega con la ben nota solidarietà fra i due club mangiascudetti, avversari solo a parole ma, in realtà, solo facce diverse della stessa medaglia. D'altra parte, se qualcuno avesse ancora dubbi su questo concetto, dovrebbe spiegare all'inebetito antimughini che senso ha avuto il "prestito gratuito" del portiere Abbiati dal Milan alla Juventus orfana dell'infortunato Buffon! Di certo se la Juventus è lì a spadroneggiare sul campionato deve non poco a quel "dono" di via Turati. Anche perchè, se non andiamo errati, l'unica partita persa dai bianconeri è avvenuta con tale Chimenti a difendere la porta. Mentre, se la memoria non ci fa difetto, non ricordiamo simili gesti di gentilezza quando l'Inter ha avuto i vari Ronaldo, Vieri, Adriano per lunghi tempi in infermeria.
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-Il presidente Moratti si è detto fiducioso sulle possibilità di rimonta sulla Juve. Noi lo siamo un pò di meno. Ciò perchè non basta che l'Inter vinca sempre, occorrendo anche che la Juventus perda qualche punto strada facendo. Ma perchè quest'ultima cosa avvenga dovrebbe anche accadere che qualche squadra non vada a Torino solo per vedere . la Mole Antonelliana; o che qualcun'altra scenda in campo per qualcosa di diverso dalla solita foto di gruppo! In questa prospettiva la prestazione indecente dell'ultimo Cagliari (ho visto Messina e Ascoli con il coltello fra i denti contro l'Inter) non lascia ben sperare.
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Caro Pino, fu vera gloria la vittoria nel derby? Pur iuventino, lo auguro nell'interesse del campionato. Scivoli invece su una buccia di banana se pensi che il merito dei successi iuventini sia ascrivibile al "dono" Abbiati. Ma lo vedi che sicurezza profonde ai suoi compagni quando esce dalla porta? Che poi abbia un senso della posizione rettosacrale ben spiccata, è un altro dire. Direi tutto sommato che siamo stati noi a "Lazzarizzarlo", come del resto in precedenza con Cannavaro. E allora conviene chiedersi: non è che i giocatori trovano nella triade attuale ( e in Boniperti in illo tempore) la giusta sintesi dell'operato del re Mida e alla corte di Moratti il suo contrappasso...(sotto questo punto di vista riesci anche a spiegarti, in epoche diverse le performances di Anastasi, Tardelli..). Faccio notare inoltre che all'antimughini converrebbe sottolineare il bon ton di Veron, proprio per par condicio con quanto precedentemente sostenuto su Ibrahimovic e di considerare che sì il Cagliari era neve molle ma in virtù del fatto che aveva innanzi un sistema solare che la scioglieva (rivisita certe azioni iuventine, altro che frenesia da tiramolla di Martins). Proposta finale: siccome Cristiano Zanetti illanguidisce da voi, perché non provare ad affidarlo alla cura ricostituente di Capello?


Nota di "colore": è evidente che Di Canio dovrebbe leggere di più l'antimughini per darsi quella regolata di cui ha proprio bisogno. Ma cosa vuole dimostrare con quel braccio alzato in alto a mò di stoccafisso? Che nel 2005 dovremmo avere nostalgie di "balilla", "faccette nere" o improbabili "duci"?
Non è che a Livorno stiano meglio, in verità! Cosa vorrebbero dimostrarci costoro? Che la Siberia è un luogo incantevole o che i gulag erano dei posti ameni e accoglienti?
Ma non scherziamo! E lasciamo in pace lo sport, per quel poco che ancora può dirsi tale!

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