Pillole di saggezza

15 febbraio 2006

 
STRADA INTER - ROTTA
Inter: un cavallo che non arriva mai,
e a chi lo cavalca arreca un mare di guai.
Scendiamo tutti in pista
contro l'ultimo utopista,
ovvero il masochista.
La vita va rivista,
per fortuna nella mia mail lista
c'è sempre un interista,
che parla solo di arbitrale svista.
Non so se per lo juventino è dono genetico o puro scherzo del fato,
ma se non ci fosse l'interista andrebbe reinventato .
Caro Pino, credimi io resto interdetto,
nel vedere il tuo allenatore prediletto,
a mò di novella divinità,
dare solo un verdetto, con consueta magna sportività.
E veramente grande utopia si cela, in chi sta dietro a cotanto principe della lamentela. E allora siccome siamo in prossimità del Carnevale diciamo che il fuorigioco incide sul risultato finale, così come i 12 punti di distacco si giustificano perché non c'era fallo sul cecoslovacco; Del resto credi a principi di vita esatti: nella vita meglio le personalità schive, che uomini rifatti, che non azzeccano mai le partite decisive! Non è da me violare la privacy, ma con estrema mestizia ti riporto quanto già comparso a striscia la notizia: l'uomo che bada molto alla blefaroplastica, per contrappasso poi sempre duro mastica. Veniamo a ieri: Adriano sorvolo per la partita insufficiente, ma non per la elementare nozione di calcio deficiente. Passa per essere 1 campione, ma di prima quella punizione la tira solo un coglione e a S. Antonio neanche Amedeo di tale leggerezza sarebbe reso reo. Ma per non mescolare le carte, vedo che anche Mancini vive da un'altra parte e almeno dovrebbe pagare la multa quando pure lui allo pseudogol esulta, perché pur con quel chirurgico neoportamento ignora di certo il regolamento; e allora anche la sconfitta onorevole, ha in Mancini un allenatore disdicevole, che con Adriano e Oba lascia fuori il preciso Recoba; comunque da sempre sono un antileghista ma neppure di demenze apripista e noto che all'Internazionale Babilonia manca solo qualcuno dall'Estonia; a sostenere ciò non ci guadagno un soldo, ma è per me atto vile privilegiare Julio Cesar del Brasile rispetto al nostro Toldo, di certo non manigoldo: e credimi non solo per il lumbard l'è indigest, vederlo discriminato in quanto del Nord-Est; Trovo poi in un torneo italiano alquanto disumano lasciar fuori Zanetti Cristiano o se vuoi in questo mondo di inetti trova spazio il Kily ma non Cristiano Zanetti; così come tra calci lazzi, e sollazzi, non aveva senso comprare Samuel visto che c'era già il Matarazzi; è stato per me oltremodo inusuale cha abbiate mandato via l'italiano Pasquale; e allora credimi, la difesa della Juve non è una fortezza, ma almeno rappresentata da italiani all'altezza e il novello Balzaretti è sponsorizzato dalla di Torino Coldiretti, mentre sei certo che con Chiellini il brasiliano d'anticipo impallini e siccome viene da Livorno toglie finalmente l'interista di torno; la sconfitta per voi è resa più amara se in porta c'è il convalescente di Massa Carrara, e con i portieri chiudo e passo perché in riserva avevamo l'uomo di Abbiategrasso; così come al rientro dell'infortunio, mai domo, trova posto Zambrotta, da Como. Protetto dagli arbitri e di sorriso mai avaro ti segnalo l'ex vostro Cannavaro, che con noi andrà ancora lontano perché vero interprete dello scugnizzo napoletano; così come, pur esultando con la lingua non è certo valligiano, il nostro Del Piero, di Conegliano. Insomma al calcio dell'Inter che solo tu vedi come spettacolo, preferisco il nostro "vernacolo" e piuttosto che veder Mancini di blefaroplastica fare incetta, gradisco una donna con rifatta la tetta o Del Piero che beve acqua Rocchetta; Chiederò ai "nostri" amici giornalisti se il dialogo tra me e te merita di essere pubblicato. Ciao, Angelo

21 dicembre 2005

 

Calcio prenatalizio

Pullulano nella mia mente domande varie in questo periodo.
Ronaldo,e chi è favorevole al suo ritorno all'Inter, è da considerare voltagabbana o no? O possiamo riagganciarci alla parabola del figliol prodigo?
A ragionare in maniera politichese è lecito chiedersi: ma la juventinità in fondo cos'è? sudditanza? per parte degli arbitri sì;
compiacenza? sì, da parte dei giudici (così faccio contenti quelli di rifondazione ...anti-Juve)...
Vogliamo la moviola in gambo! Vogliamo la moviola in gambo!, ripete indefesso l'incerato Biscardi. C'è sicuramente una forte e giusta istanza di un calcio più credibile a fronte di numerosi errori e torti arbitrali. E la proposta biscardiana appare indubbiamente uno strumento suggestivo per fare piazza pulita di ogni ingiustizia delle "giacchette nere" (oggi, in realtà, se ne vedono di tutti i...colori (e non solo come colore di giacche) e dei loro errori-orrori. Credo però che la moviola peggiorerebbe la situazione esistente. Gli errori arbitrali hanno condizionato e, in molti casi, deciso i campionati di calcio (così facciamo contenti molti interisti). Sono o erano solo errori? Se qualcuno dice che gli arbitri sono in mala fede si espone al rischio di querela per diffamazione da parte dei direttori di gara. D'altra parte, se qualcuno afferma che gli arbitri sono sempre in buona fede quando sbagliano, pure rischia una querela, questa volta per lesioni gravi, da parte della signora intelligenza. Si ripiega, quindi, il più delle volte sul concetto, un po' languido in verità, di "sudditanza": una sorta di rispetto-timore riverenziale per il potente, di servile ossequio, di "comandi..non si disturbi...ci penso io..." Nella "coscienza mediatica" questa è ritenuta una cosa, tutto sommato, normale, quasi inevitabile, ancorché impalpabile. In realtà è una ipocrisia bella e buona, inaccettabile perché pur sempre si traduce nella disuguale applicazione delle regole. Di "mala fede" (comunque parente stretta della "sudditanza"), intesa apertis verbis come volontà premeditata di condizionare un risultato, di favorire una squadra o di penalizzarne un'altra, nessuno parla. Anche il più spericolato commentatore si vedrebbe nella scomoda posizione di dover fornire delle prove o di subire una condanna penale. Per esempio, spogliandomi una volta tanto della mia iuventinità, l'arbitro Pieri avrebbe dovuto applicare le sacrosante sanzioni disciplinari al signor Pavel Nedved per uno sconveniente...tentativo di strangolamento del "brutto anatroccolo" Liverani (che non è stato da meno nella replica, anzi!) o ha fatto bene a recitare la parte di "bonus pater familias"giudicando "provvisorio" tale atto?. Un mio caro amico al riguardo sostiene: "se l'Italia da tempo è latitante ai vertici del calcio mondiale (ma non certo dopo Messico e USA...) la colpa è anche dell'arbitro italiano che ha abituato i giocatori italiani ad avere sempre un fischio in proprio favore quando si cade "rovinosamente" su un normale contrasto e viceversa l'immunità quando si abbraccia o si strattona un avversario in area o quando si gioca a braccia alzate e si tocca, sia pure involontariamente, il pallone. La bellezza del calcio resta: palla lunga e pedalare, cadi e rialzati, gioca e non ti lamentare. Ma possibile che l'Italia è sempre l'ultima a capire certe cose? vedi ad esempio la storia delle rapine ai taxi: ora scoprono che si possono evitare dotando il taxi di un vetro divisorio, come hanno i taxisti portoricani a New York, credo da tre-quattro decenni. Insomma erori ed orrori, ma sempre in "buona fede", al massimo commessi per "veniale" sudditanza. E' da una vita che si va avanti così.
Con la moviola in campo migliorerebbe la situazione? Niente affatto. Se oggi l'arbitro sbaglia potrà sempre dire che ha visto male, che in un attimo è difficile prendere la decisione giusta, che la visuale non era ottimale, che a velocità normale e a caldo è facile sbagliare. Quindi errori sì, mala fede no. E del resto lo stesso errore di valutazione viene commesso anche dopo la visione delle immagini televisive. Ad esempio, parteggiando per la sponda laziale possiamo sostenere che appare evidente che il difensore della Juve ostacoli con le braccia la corsa dell'attaccante laziale, in vantaggio rispetto a lui, avvinghiandone il corpo, frenandolo e impedendogli, dunque, di raggiungere il pallone e di trovarsi solo davanti al portiere. Insomma, il c.d. "danno procurato" c'è tutto! Senonché, quelli che "ci vedono bianconero" possono affermare che quello non è fallo. E del resto anche un tal Baldas è stato capace di ricorrere al concetto di "velocità" dei 2 giocatori (forse misurandola con autovelox?) per spiegare che, siccome quella da loro tenuta era bassa, non vi poteva essere fallo da rigore! E allora con la tanto osannata moviola quali "interpreti" ed interpretazioni" dovremmo sorbirci? Teniamoci ordunque questi arbitri che sbagliano, risbagliano, favorendo di fatto i soliti noti, ma mi costringono a dover presumere la loro buona fede, almeno in assenza di prove certe su quella cattiva; anche illudendomi che, magari, a caldo e nella concitazione dell'azione, qualche fischio parta giusto e automaticamente dal loro fischietto e magari a favore di Lecce, Chievo..: Ritengo dunque che la moviola "in gambo" andrebbe bene solo per determinare se una palla è entrata in porta oppure no. Ma per quello basta un microchip nel pallone, senza scomodare apparati televisivi e il settimo uomo o re di Roma...(altrimenti si scivolerebbe in un saluto di sanzionabile provvedimento). Buona giornata

14 dicembre 2005

 

Dialogo sul derby

L'antimughini
Numero dal prezzo molto elevato, trattandosi di una "rarità"

-Per vincere un derby l'Inter aveva bisogno di una grande impresa e di un pizzico di fortuna. Così è stato. Nel contesto di una gara ben giocata (pure lo scorso anno nei quattro incontri fra campionato e Champions l'Inter aveva fornito buonissime prestazioni, raccogliendo, però, tre sconfitte e un pareggio, senza segnare neppure un goal) occorreva anche che gli episodi determinanti girassero dalla sua parte. Il goal di Stam a sette minuti dalla fine aveva tutto il sapore dell'ennesima beffa, ma il guizzo di Adriano al 91' ha dato il senso di qualcosa che finalmente, una volta tanto, andava nella direzione dei colori nerazzurri.
*****
-Sul piano tecnico l'Inter ha giocato meglio nel primo tempo, con intensità e personalità. Ma ha conseguito solo una situazione di nulla di fatto (1-1). Nel secondo tempo è stato più arrembante il Milan, grazie anche al calo dell'Inter e ad una certa ostinazione di Mancini nel voler tenere in naftalina un uomo di sostanza come Cristiano Zanetti. Sta di fatto che, pur soffrendo, l'Inter si è portata sul 2-1 e, infine, è riuscita a portare a casa la vittoria con la nota prodezza dell'"Imperatore".
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-L'arbitraggio di Messina è stato decisamente scarso, ma non ha sostanzialmente inciso sull'esito finale della gara, sia perchè gli errori veri sono stati compensati (i due rigori, in particolare), sia in quanto gli stessi sono stati commessi nel primo tempo, conclusosi con una salomonica situazione di parità, sia, infine, perchè proprio nei primi quarantacinque minuti la squadra che poi ha vinto ha giocato meglio e meritava di più. La vittoria è arrivata per vie diverse, tecniche, emotive e fortunate e su questo l'arbitro non c'entra nulla. D'altra parte, non esageriamo: già vincere un derby per l'Inter è stata un'impresa; averlo vinto grazie ad un errore arbitrale sarebbe stata impresa memorabile .
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-E' curioso, poi, che a lamentarsi di più dell'arbitraggio di Messina siano stati non tanto gli sconfitti milanisti quanto gli sfacciati juventini! Ciò, peraltro, si spiega con la ben nota solidarietà fra i due club mangiascudetti, avversari solo a parole ma, in realtà, solo facce diverse della stessa medaglia. D'altra parte, se qualcuno avesse ancora dubbi su questo concetto, dovrebbe spiegare all'inebetito antimughini che senso ha avuto il "prestito gratuito" del portiere Abbiati dal Milan alla Juventus orfana dell'infortunato Buffon! Di certo se la Juventus è lì a spadroneggiare sul campionato deve non poco a quel "dono" di via Turati. Anche perchè, se non andiamo errati, l'unica partita persa dai bianconeri è avvenuta con tale Chimenti a difendere la porta. Mentre, se la memoria non ci fa difetto, non ricordiamo simili gesti di gentilezza quando l'Inter ha avuto i vari Ronaldo, Vieri, Adriano per lunghi tempi in infermeria.
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-Il presidente Moratti si è detto fiducioso sulle possibilità di rimonta sulla Juve. Noi lo siamo un pò di meno. Ciò perchè non basta che l'Inter vinca sempre, occorrendo anche che la Juventus perda qualche punto strada facendo. Ma perchè quest'ultima cosa avvenga dovrebbe anche accadere che qualche squadra non vada a Torino solo per vedere . la Mole Antonelliana; o che qualcun'altra scenda in campo per qualcosa di diverso dalla solita foto di gruppo! In questa prospettiva la prestazione indecente dell'ultimo Cagliari (ho visto Messina e Ascoli con il coltello fra i denti contro l'Inter) non lascia ben sperare.
*****

Caro Pino, fu vera gloria la vittoria nel derby? Pur iuventino, lo auguro nell'interesse del campionato. Scivoli invece su una buccia di banana se pensi che il merito dei successi iuventini sia ascrivibile al "dono" Abbiati. Ma lo vedi che sicurezza profonde ai suoi compagni quando esce dalla porta? Che poi abbia un senso della posizione rettosacrale ben spiccata, è un altro dire. Direi tutto sommato che siamo stati noi a "Lazzarizzarlo", come del resto in precedenza con Cannavaro. E allora conviene chiedersi: non è che i giocatori trovano nella triade attuale ( e in Boniperti in illo tempore) la giusta sintesi dell'operato del re Mida e alla corte di Moratti il suo contrappasso...(sotto questo punto di vista riesci anche a spiegarti, in epoche diverse le performances di Anastasi, Tardelli..). Faccio notare inoltre che all'antimughini converrebbe sottolineare il bon ton di Veron, proprio per par condicio con quanto precedentemente sostenuto su Ibrahimovic e di considerare che sì il Cagliari era neve molle ma in virtù del fatto che aveva innanzi un sistema solare che la scioglieva (rivisita certe azioni iuventine, altro che frenesia da tiramolla di Martins). Proposta finale: siccome Cristiano Zanetti illanguidisce da voi, perché non provare ad affidarlo alla cura ricostituente di Capello?


Nota di "colore": è evidente che Di Canio dovrebbe leggere di più l'antimughini per darsi quella regolata di cui ha proprio bisogno. Ma cosa vuole dimostrare con quel braccio alzato in alto a mò di stoccafisso? Che nel 2005 dovremmo avere nostalgie di "balilla", "faccette nere" o improbabili "duci"?
Non è che a Livorno stiano meglio, in verità! Cosa vorrebbero dimostrarci costoro? Che la Siberia è un luogo incantevole o che i gulag erano dei posti ameni e accoglienti?
Ma non scherziamo! E lasciamo in pace lo sport, per quel poco che ancora può dirsi tale!

06 dicembre 2005

 

Sportivamente

Se un'astronave proveniente da un pianeta di una lontanissima galassia precipitasse sulla terra e i piloti alieni si trovassero a leggere un qualsiasi giornale sportivo riportante la classifica del campionato di serie A, con relativi dati statistici, gli stessi si farebbero un'idea di una squadra, la Juventus, straordinaria, galattica, invincibile o quasi (13 vittorie e una sconfitta in 14 gare). Riparato il disco volante, essi ripartirebbero ammirati e, tornati nel loro mondo, racconterebbero ai loro pargoli di aver saputo, su un lontano corpo celeste, delle gesta epiche di un'armata pallonara indistruttibile, del suo incedere impetuoso, del suo gioco stellare. A quel punto un giornalista serio sarebbe costretto a procurarsi in gran fretta uno Shuttle, a farsi lanciare nello spazio e a vagare per l'universo in cerca di quel pianeta, onde spiegare ai suoi innocenti abitanti come stanno le cose. Giunto laggiù chiamerebbe i detti fanciulli, li farebbe accomodare davanti a sé ed esordirebbe: "Cari ufini..." e lì trascorrerebbe giorni e giorni a spiegare la storia del calcio italiano, con i suoi fatti, antefatti e misfatti....Al termine di questa esposizione tirerebbe fuori una videocassetta dell'ultima partita Fiorentina-Juventus da far gustare ai teneri extraterrestri. Essi vedrebbero, dunque, una gara nei cui primi minuti un fallo da dietro del giocatore Vieira su Toni e un intervento assassino di Nedved su Gamberini avevano ricevuto l'accondiscendenza dell'ineffabile signor Messina; il quale, di lì a poco, avrebbe sorvolato, con celestiale disinvoltura, su una spinta in area rifilata al solito Toni. I giovani E.T. che proprio stupidotti non sono, avrebbero così capito che la squadra con la maglia a strisce verticali bianco-nere era sostanzialmente "padrona" del campo, in tutti i sensi. Nel prosieguo del filmato vedrebbero un colpo di testa Toni stamparsi sulla traversa, quindi il giocatore Ibrahimovic lasciato un po' troppo solo fornire l'assist dell'1-0 all'altrettanto dimenticato Trezeguet e un tracciante dell'imponente Ujfalusi andare a timbrare l'incrocio dei pali. Gusterebbero, poi, il viola Pazzini spingere in rete il pallone del pareggio, con un'apprezzabile torsione di testa su un magnifico traversone del collega Pasqual; mentre più tardi si rizzerebbero loro le antenne nel vedere il pallone, spedito dal centravanti Toni alle spalle dell'inebetito Abbiati, dirigersi lemme lemme verso la porta vuota per essere deviato all'ultimo momento da un ciuffo d'erba sull'ennesimo palo. Pochi minuti dopo il terrestre (e pedestre) Pancaro si sarebbe reso protagonista di una frittata (uova comunque garantite!) difensiva che avrebbe consentito al lesto (fante) Camoranesi di riportare in vantaggio la sua squadra; lo stesso giocatore dai capelli legati a coda (equina?), preso dall'entusiasmo, avrebbe poco dopo abbattuto il violaceo Pasqual, al quale avrebbe anche rifilato un irrituale "colpo di testa", il tutto con la benedizione dell'imperturbabile giudice di gara. E allora sarebbe il giornalista (di sponda interista?) costretto a spiegar loro che Camoranesi anche con il Livorno.., che anche Ibrahimovic con il Treviso, che in passato...omissis ..Al termine di questa istruttiva conversazione i ragazzi di quel pianeta andrebbero tosto dai loro ascendenti e direbbero loro: "Cari genitori, a proposito della Juve ci avete raccontato una bufala!". E, raccontando della suddetta videocassetta, spiegherebbero di aver visto, da parte della così osannata Juventus, una prestazione tutt'altro che siderale. Semmai, tale prestazione era sembrata loro decisamente...sederale.
Ma a questo punto, a un gruppo di Ufini molto acculturati viene il sospetto che il giornalista serio (ma anche serioso, data l'astinenza..) possa nutrire un profondo senso di gelosia e di livore nei confronti della Nobil Signora (che sia interista?) e provano da autodidatti a dare un'interpretazione financo filosofica della partita. Riagganciandosi a Kant e al suo "Il cielo stellato sopra di me, la legge morale in me" tratto da "Il legno storto dell'umanità", arrivano a pensare che la Juve, georgicamente, concede generosamente alla Fiorentina di fare...legna per l'inverno. E allora, machiavellicamente si chiedono: meglio 3 punti o meglio 3 pali?
E sempre amleticamente si tormentano: "non è che per il giornalista, che ha di sicuro letto Fedro la Juve ha "culo" nella stessa misura in cui anche l'uva è acerba? E i tentennamenti dell'arbitro nell'ammonire in ritardo Vieira sono più censurabili dell'eccesso fiscale dello stesso arbitro nel comminare un'ingiusta ammonizione al devastante, imprendibile, imprevedibile Ibrahimovic? E come non notare che Emerson senza essere blasfemi, gioca da "Dio"?
Come sorvolare sull'estrema concretezza di Trezeguet, senza necessariamente compararlo a Martins?,
Perché non sottolineare che la Juve ci prova sempre, fino alla fine e l'idea di accontentarsi non fa per lei, tanto che da uno dei tanti celeri ribaltamenti di fronte è nato l'imbarazzo per Pancaro o altri errori della Fiorentina.

Da novello (non vino...) Tucidide: la Juve fa una buona partita, spreca con Trezeguet, Frey salva su Ibra e si ritrova grazie ad Abbiati la propaggine milanista di Culovic, al punto che conviene lasciare ancora per un po' Buffon a riabilitarsi.
Saluti dallo sportivissimo Angelo

01 dicembre 2005

 

Dieta Natalizia


Questa è la mia prima dieta informatica. E allora si parla di calcio
Il caso "Zoro" ha infiammato l'Italia, a quanto sembra.
-Meglio undici Di Canio che undici Zoro? Andiamoci piano.
-Intanto, ritengo fondamentale chiarire che è "meglio" ciò che ogni presidente di club decide liberamente di fare. Pertanto, se uno voglia schierare in campo undici italiani e un altro undici stranieri, dovrebbe essere libero, nell'uno e nell'altro caso, di farlo. Personalmente sono favorevole alla libera circolazione dei calciatori e contrario a leggi che dovessero restringere tale possibilità. Norme di tal genere, in effetti, oltre ad essere dubbie sul piano giuridico, sarebbero anche francamente anacronistiche in un contesto di globalizzazione come quello che caratterizza il nostro tempo.
-Sul piano tecnico, piuttosto, mi viene da dire: meglio undici Del Piero (quando è in forma, o era..., ma anche Recoba, Kaka) che undici Carrozzieri! Ritengo che chi abbia un palato fino non possa non inebriarsi nel vedere all'opera i sudamericani. Ma anche le scuole calcistiche di altri paesi sono interessanti e presentano le loro specificità tecniche. Ora, dovremmo essere orgogliosi di avere un campionato di serie A che è una sorta di NBA del calcio, un teatro ove si combinano e confrontano le diverse scuole calcistiche del mondo. Questa è una ricchezza, non un limite, del gioco del calcio e dello spettacolo del calcio.
-Mi dà grande gioia, poi, vedere Martins quando fa le capriole. E' bello vedere un ragazzo esprimere la sua felicità, la sua innocenza. E mi fa piacere vedere atleti africani che trovano nello sport un veicolo anche per riscattarsi da mille condizioni di difficoltà, di miseria, di esclusione, di ingiustizia sostanziale.
-Per quanto riguarda il razzismo, non credo che possa essere un argomento trattabile attraverso una sorta di suggestione mediatica, con affermazioni e reazioni che lasciano il tempo che trovano. Sotto questo aspetto ho molti dubbi che l'iniziativa di Zoro possa essere stata veramente efficace in chiave anti-razzismo. Se ben osserviamo i fatti, il suo gesto, anche a prescindere dalle motivazioni che avrà avuto in quel momento, non ha fatto altro che scatenare una bagarre mediatica, con strumentalizzazioni di ogni genere ed anche della peggiore risma . E' del tutto surreale, poi, che "per scoprire" il problema del razzismo ci volesse il noto gesto del difensore del Messina. Ci dovremmo chiedere: dove sono i giornalisti delle radio, delle televisioni e della carta stampata durante le partite di calcio? non sono forse allo stadio, comodamente seduti in poltrona? sono forse sordi, tanto da non sentire i "melodiosi" buuuu che vengono intonati nei vari campi italici, o ciechi, tanto da non vedere gli striscioni altrettanto "cortesi" che vengono esposti qua e la? E allora, che senso ha tutto questo improvviso frastuono mediatico?
-Non si vincono con il chiasso fenomeni striscianti e cronici quali quello del razzismo. E' necessario, piuttosto, un lento, paziente e silenzioso lavoro di educazione e di auto-educazione. Peraltro, il problema del razzismo oggi non è isolabile dal più generale problema del rispetto verso gli altri. Ciò che sembra essersi perso nel tempo che viviamo è il senso di immedesimazione, di mettersi nei panni degli altri. Rivolgiamo tutta la nostra attenzione, tutta la nostra sensibilità e solidarietà al nostro io, ma trascuriamo, se non proprio disprezziamo, l'"io" degli altri. Così, ad esempio, ci si indigna (sino a giungere alle facili querele) se qualcuno ci rivolge un apprezzamento appena sgradevole, ma ci sentiamo in pieno diritto di essere "disinvolti" nell'usare un linguaggio durissimo e offensivo nei confronti degli altri. Ecco, dunque, che il problema di cui oggi si discute - il razzismo - riguarda tutti, e non solo le persone di colore, risolvendosi nel più ampio problema di come l'uomo contemporaneo si rapporti con gli altri. I media, peraltro, con interventi di tipo spettacolaristico, rischiano di rendere veramente surreale il dibattito su questi argomenti; un dibattito, aggiungo, che dovrebbe avere la natura e i toni della severa pacatezza, dello spirito di autentica educazione, dell'assenza di strumentalizzazioni, della costanza e non estemporaneità degli interventi.
-Proprio la natura "culturale" del problema mi fa ritenere che sia ingiusto penalizzare i club, che non possono certo avere la possibilità di lavare il cervello alle persone, anche, magari, quando di un buon lavaggio quelle avrebbero estremo ed urgente bisogno. Non sono molto entusiasta quanto si creano istituti di responsabilità oggettiva. Tuttavia, posso anche accettarla in casi estremi (vedi l'ultimo Inter-Milan di Champions League) oppure quando, con violenza, si procura un danno fisico ad un giocatore e, quindi, un danno tecnico ad una squadra. Ma quando, come nel caso di Messina-Inter di domenica scorsa, si tratta di "espressioni" verbali di cattiva educazione, di "esternazioni" di soggetti maleducati, fenomeni questi praticamente imprevedibili e irreprimibili da parte delle società di calcio, mi sembra veramente eccessivo che a pagare debbano essere proprio le società medesime. In questi casi, quindi, sarebbe veramente corretto che ad applicarsi con rigore fosse il principio (di rango costituzionale) della responsabilità personale: con tanto di vigilanza e di opera repressiva da parte dello stato.
-Infine, bandiere quali Paolo Di Canio. E' stato, ed è ancora, un giocatore di notevole talento: pur essendo molto abile e svelto sulle fasce, non è semplicemente un "giocatore di fascia". La sua forte personalità, il carattere, la buona visione di gioco, il suo elevato tasso tecnico son tutte doti da leader che, specialmente con il passare degli anni, lo hanno reso una sorta di "regista decentrato", alla stregua di altri campioni del passato, quali Franco Causio, Claudio Sala, Keagan (o l'antimughini di verde età .). Tuttavia, mi pare che egli abusi della sua forte personalità e non sarebbe male se si desse una regolata. Per avere la statura del grande campione, dentro e fuori dal campo, non è detto che si debba essere "buonisti", d'accordo; ma neppure che si debbano esasperare espressioni di sgradevolezza e di irrispettosità. Nè mi pare che possa giovargli l'ostentazione di simpatie o nostalgie di tipo vagamente e discutibilmente politico .

posted by Dr. Angelo Bianco  # 23:37 1 comments

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